lunedì 18 maggio 2009

Il Silenzio di Lenth- recensione


Sono mesi un pò turbolenti in cui ho scoperto una cosa terribile: non sono più multitasking!!! Non so nè come nè dove io abbia smarrito la capacità tutta femminile di fare 200 cose insieme, ora mi trovo a non riuscire nemmeno a concialiare le ore di lavoro con il tempo per un buon libro!! Tempo un anno e sarò come i maschietti: una cosa per volta, plis, sennò mi perdo i pezzi...
Vabbè, battute sceme a parte, ho fatto un sacco di cose fantasy in questo periodo e spero davvero di riuscire a recuperare il tempo perduto, prima o poi. Io mi impegnerò, promesso!
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Una delle cose che sono riuscita a fare, complice le ore passate sui mezzi pubblici e complice la gradevole lettura, è iniziare e finire l'opera prima di Luca Centi Pizzutilli che i frequentatori di questo blog conoscono come LucaCp. Considero Luca un amico e questo rende il mio punto di vista sicuramente di parte ma l'obiettività, caro Luca, Mirtilla non la perde nemmeno in questa occasione, quindi... siediti e stai tranquillo!!

La storia come da quarta di copertina:
Sono passate ore da quando Hertha del clan Fyerno e Kaas, il Sommo Sacerdote di Lenth, hanno intrapreso quel sentiero scosceso. La fatica li ha quasi sopraffatti; non possono permettersi di restare in quel luogo, quello è l'Esterno, abitato da creature malefiche contro cui i loro incantesimi non possono nulla. Sulla via del ritorno, però, hanno sentito in lontananza il pianto di un neonato e sono accorsi a salvarlo. Per Hertha, che fin da giovane non ha dimostrato di possedere le doti per diventare mago, il segno sulla fronte del piccolo non è che una macchia scura, ma Kaas lo ha subito riconosciuto: quello è un frigie, un simbolo magico, e il neonato è l'Eletto, l'incarnazione di Kexan, il dio che lui e la sua gente hanno temuto e odiato, e che pensavano sconfitto per sempre. Dopo aver fatto ritorno al villaggio, il Sommo Sacerdote mostra il fanciullo ai dieci del Consiglio Dominante e tutti si mostrano sconcertati e impauriti. Il bambino-dio deve essere eliminato. Ma grazie a uno stratagemma Kaas riesce a mantenere in vita il piccolo, a cui ha dato il nome Windaw. Una visione notturna, infatti, gli ha mostrato l'imminente invasione delle loro terre per mano dei terribili stregoni di Tarass, che solo la forza divina dell'Eletto può fermare. Sarà lui a custodire la Pietra Alchemica che i malvagi stanno cercando e a riportare la pace e il silenzio nella verde Terra di Lenth.

In verità questa quarta di copertina non è proprio esaustiva, perchè la storia non parte da Lenth e fidatevi che non è un dettaglio di poco conto e perchè, per come appare da qui, si tratta della solita storiella col fanciullo dal nobile destino scritto nelle profezie che, in un momento della sua vita coincidente col passaggio dalla fanciullezza all'età adulta, si imbarca nell'impresa della sua vita con l'amata al fianco.
Bhè, è vero che una profezia c'è, è vero che un destino molto particolare per il protagonista Windaw c'è, ed è pure vero che l'età adulta arriverà con forza traumatica nella vita di Windaw. Ma il libro offre degli spunti molto interessanti pur partendo da un sostrato fantasy già noto.

Cosa mi è piaciuto del libro? Il Silenzio di Lenth mi ha dato subito l'impressione di un romanzo con un chiaro
obiettivo in testa: l'autore sa precisamente dove andare a parare e fa in modo di condurci precisamente dove vuole lui. Ciò influisce anche col ritmo complessivo del libro che, tolta una prima parte un pò convulsa di cui dirò poi, scorre bene in un'alternanza di punti di vista e di situazioni che contribuisce a coinvolgere il lettore.
Il pregio del Silenzio è il porre molta cura alla trama, ovviamente, ma anche al tratteggio dell'ambientazione, della cultura di Lenth, con quel sistema di valori e di "credenze" che influiscono pesantemente sull'agire delle persone e che determinano conseguenze importanti nella gestione complessiva di un intreccio. Centi attinge a piene mani alle caratteristiche di genere (ma perchè li chiami maghi se sono più sacerdoti che maghi??), ma riesce a mescolare il tutto creando una trama originale con un intreccio capace di rovesciare, nel finale, tutto quello che si dava per assodato, e capace, soprattutto, di tenere alta l'attenzione del lettore.

Mi è piaciuto molto, inoltre, il modo di intendere la divinità. Di dei nei libri fantasy e fantastici ce n'è sempre una varietà estremamente variegata, da quelli che non interferiscono ma sono presenti nella cultura del popolo, quelli che forse ci sono forse no, quelli che usano la razza umana come terreno di scontro... e a Lenth ci sono anche quelli che fanno ben di peggio, e non dico altro sennò spoilero! E poi lo stile, bello asciutto e non troppo arzigogolato, precisamente come piace a me!
Oh, ma allora è perfetto questo libro?

Bhè no, a mio parere su qualcosa il Silenzio di Lenth un pò scivola.

La parte iniziale, ad esempio, diciamo le prime 50-60 pagine, sono molto convulse poichè giocate in rapidissima successione, sull'alternarsi del sonno veglia, realtà-sogno, di ben 4 personaggi. Devo ammettere che in certi passaggi per capire se si trattasse di sogni o eventi reali, ho dovuto rileggere. Forse, come apertura di un libro, per non far confondere il lettore o peggio, per non farlo scoraggiare, avrei optato per uno svolgimento narrativo meno sincopato. Ma si tratta di un gusto mio, eh.
Altro nodo, la caratterizzazione, anche psicologica, dei personaggi. Ho avuto spesso l'impressione che l'autore usasse i personaggi per mandare avanti la storia, preponendo lo svolgimento della vicenda ai suoi attori. Con molta dell'attenzione messa sulla trama e sulla sua coerenza, i personaggi sono "scivolati" in secondo piano, tanto che emotivamente parlando essi non mi hanno coinvolto moltissimo, certo non al pari dal coinvolgimento che è stato capace di creare l'autore a livello di storia. Persino le morti, non poche, che costellano il libro, mi sono apparse "mali necessari" da archiviare per andare avanti e al di là di un pò di sconcerto per la prematura dipartita, non è che ci sia stato altro.

Insomma, lo consiglio o no questo libro? Ovviamente si! C'è un pò di fantasy classica, c'è l'avventura, c'è il mistero, c'è l'essere umano alle prese con il disvelamento del sè e del proprio ruolo nel destino del mondo, e, soprattutto, c'è una vera ambientazione che non è sempre così scontata come cosa. E' un libro di esordio e, come tale, qualche ingenuità ce l'ha (vedi sopra) ma, nel complesso, è una lettura che avvince , che tiene alto l'interesse del lettore, e che dimostra come elementi ricorrenti di genere non portino inevitabilmente verso storie che si somigliano tutte.
A mio modesto parere, Il silenzio di Lenth si colloca molto meglio di decine di altri titoli d'esordio nel panorama del giovane fantasy nostrano. Ora non vi resta che provare così mi dite cosa ne pensate!

14 commenti:

tanabrus ha detto...

Eccerto che provo, appena posso ;)

Bentornata ;D

imp.bianco ha detto...

E' uno dei libri che debbo prendere nell'immediato futuro XD

X-Bye

Francesca ha detto...

come spesso mi accade, le tue recensioni arrivano al momento giusto... ho appena comprato questo libro!! =) bene bene, sembra molto interessante ed è meglio sapere che dovrò prestare attenzione alle prime pagine per non doverle rileggere :P
Ti saprò dire cosa ne penso!

LucaCP ha detto...

Mirty, ti adoro. Mi aspettavo una recensione esaustiva, ma quella che hai postato supera ogni mia immaginazione! Mi sono anche annotato tutte le cose che non ti hanno convinta, così da evitare lo stesso errore in futuro. ;) Sono contento che per te sia stata una piacevole lettura. Veramente tanto!

PS: In realtà ci sono sia maghi che Sacerdoti! XD

yuko86 ha detto...

penso che me lo procurerò presto!

Valberici ha detto...

Oh, era ora che scrivessi una rece...ehhh, gioventù scioperata e fannull.........

Ah, si, devo commentare...dunque...beh, appena lo leggo ti dico se sono d'accordo. :P

CMT ha detto...

Ma... ma come "tutta femminile"? Io sono multitasking da sempre e garantisco che tutto sono fuorché femminile... ^_^;;

Il libro non lo conoscevo, sembra interesasnte (checcé ne pensi il tuo blog che ora pretende che io scriva "depallys" per commentare...)

Ghejoxx ha detto...

ekko mirtì.. sta recensione mi serviva proprio.. su qst libro ero molto titubante.. ma ora direi ke ogni mio dubbio è stato cancellato :-D

Mirtillangela ha detto...

@tan: grazie Tan!! Cercherò di essere più presente, è bello sapere che qui c'è sempre qualcuno che mi attende col sorriso!!

@imp: bene, bravo, e rimpolpiamo sta libreria!!

@francesca: davvero l'hai appena preso?? Ma tu guarda il caso! Si, leggi attentamente la prima parte e non scoraggiarti, non è tutta così :P

Mirtillangela ha detto...

@luca: sta cosa dei maghi e dei sacerdoti te la sei inventata adesso, ammettilo!! :P
Cmq ho detto quello che pensavo. Ci sono molti spunti interessanti e, considerando che si tratta di un'opera prima, quelli meno incisivi sono assolutamente migliorabili :D

@yuko: bene, anche in questo caso attendo opinioni!

@val: O_O Guarda Val, fannullona proprio no, sull'essere giovane... massì !!!
Ahahah! Leggi, leggi, e smettila con la grappa che ti ottenebra la mente e alla tua età... ops!

Mirtillangela ha detto...

@cmt: ahahaha!! Ok, ok, diciamo che è un luogo comune diffuso, quello di pensare i maschietti come creature fondamentalmente binarie.... vero ragazze??? :P

@ghejoxx: ma ciao! Ribadisco che a me il Silenzio non è dispiaciuto affatto. COnsiderarlo un capolavoro non sarebbe onesto, ma una buona opera prima, quello si.
Poi si sa, son gusti...
E' bello rivederti da queste parti!

alladr ha detto...

finalmente di nuovo fra noi!
appena mi capita di trovarlo lo compro, poi lo infilerò sulla pila dei libri da leggere.
grazie!

PS: multitasking è semplicemente essere in grado di affidare a minime porzioni di tempo i vari task e passare rapidamente dagli uni agli altri. io sono multitasking, solo che le mie minime porzioni di tempo sono di sei-sette ore...

@lucaCP: sì, scrive proprio delle belle recensioni...

Mirtillangela ha detto...

@alladr: ahahhaha! Questa definizione di multitasking mi piace, io credo di fallire sul concetto di "minime porzioni di tempo"... spreco preziose energie fisiche e mentali anche per le cose piccolissime!!!

Anonimo ha detto...

Al di là del commento sul romanzo di Luca (già in whishlist), che mi riservero di dare a lettura ultimata, mi fa piacere - dopo così tante vane peregrinazioni per questi lidi - vedere che sei tornata a postare, Mirti.

Michele Giannone