mercoledì 7 novembre 2007

Liberi condizionati


A Lucca, durante un convegno dedicato a Troy Denning e la sua talentuo sa attività di narratore e creatore di mondi, l'autore ha dichiarato di non sapere perchè la saga fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, Dark Sun, sia stata definitivamente tagliata fuori dai piani editoriali della Wizard of The Coast. La casa editrice prima al mondo per produzione di giochi di carte (Magic The gathering), ambientazioni per giochi di ruolo (Dungeons and Dragons) e non ultimo editore di romanzi fantasy ad essi ispirati, ha deciso di concludere l'avventura di DarkSun pur nel discreto successo di vendite che stava registrando. Perchè?

Denning ha prima ammesso di non conoscere il vero motivo alla base di tale scelta, poi ha cercato di dare una spiegazione più ragionevole a noi ascoltatori, e forse anche un pò a se stesso, sostenendo che sia lui che il secondo ideatore della saga avevano deciso di dedicarsi ad altro e, mancando i due primi ed agguerriti sostenitori del progetto, la Wizard ha optato per la sua chiusura. Con buona pace di lettori e giocatori improvvisamente privati di un sogno. Perchè è pur sempre di quello che stiamo parlando.

Azzardo qualche personalissima ipotesi sui possibili perchè.

- Le vendite erano buone ma non eccezionali per le aspettative della Wizard che, non dimentichiamo, è un editore soprattutto di manualistica per d&d e solo dopo di romanzi.

- Weis-Hickman e Salvatore, ovvero i tre mostri sacri delle Dragonlance e di Forgotten Realms. Vendono milioni di libri e in qualche modo hanno sempre la priorità sulle scelte editoriali della Wizard. Del resto anche Denning ha lasciato intendere che la Weis ha ampissima libertà di movimento nella Wizard forse, azzardo io, anche a discapito di altri autori.

- L'ambientazione di Dark Sun, a quel che so, è più limitata delle Dragonlance o di Forgotten e dopo averla già bella che esplorata sarebbe stato necessario andare oltre, sforzarsi per cercare nuove strade ma, in assenza degli autori, la Wizard ha valutato inutile l'impegno.

Insomma, si tratta di un problema vecchio come il mondo: l'arte, in tutte le sue manifestazioni, è davvero libera o sopravvive in una sorta di libertà condizionata imposta dal committente?? E il committente ha sempre ragione e l'autore è sempre una vittima, oppure a volte anche gli autori sfruttano le scelte editoriali come pretesto per dedicarsi ad altro e non essere prigionieri di un solo ruolo???

1 commento:

Roberto ha detto...

Solo una precisazione. E' bene specificare che, al tempo del "Canto del Cigno" di DarkSun - secondo quanto ho capito durante la conferenza di Denning - la proprietaria del marchio era ancora la beneamata TSR, poi acquisita dalla Wizards.

Sebbene sia comprensibile immaginare come una politica così serrata si riveli talvolta necessaria per aziende dai bilanci piuttosto delicati (come era al tempo la TSR), resta da capire perché gli attuali detentori del marchio Darksun, che tutto hanno tranne problemi di budget, non arrischino nemmeno una riedizione in chiave D20 (3.5 o 4.0) della succitata ambientazione.

Ok, la resurrezione di un nome così caro ai veterani del D&D potrebbe essere deleterio all'hype per gli attuali "cocchi di casa" (uno su tutti Eberron), ma a mio avviso c'è una grossa fetta di utenti, cui appartengo, che sebbene apprezzi le nuove ambientazioni dei Maghi della Costa, preferisce spendere i propri soldi unicamente per quelle in cui i propri alter ego si aggirano da una decina d'anni senza sosta. Come dire: ad essere poco audaci, sono in primis le loro casse a rimetterci.