domenica 8 giugno 2008

Gli Inganni di Locke Lamora- Recensione


"Ho ragazzini che si divertono a rubare. Ho ragazzini a cui non piace e non spiace, e ho ragazzini che tollerano di rubare perchè sanno di non avere altro da fare. Ma nessuno, e dico nessuno, è mai stato tanto famelico quanto quel ragazzino. Se avesse uno squarcio sanguinante in gola e un doktore stesse cercando di ricucirlo, Lamora ruberebbe ago e filo e morirebbe ridendo. Ruba...troppo".

Signori e signore, vi presento Locke Lamora, giovane e talentuoso ladro di Camorr, spina nel
fianco del suo primo padrone il Forgialadri che ha per Locke le belle parole che avete appena letto. Persino per lo storico reclutatore e addestratore di orfanelli alla nobile arte del furto, l'orfano Locke Lamora è troppo ladro, tanto da doverlo rivendere a Padre Catena, prete (!) di Perelandro che lo aggrega alla sua banda di Bastardi Galantuomini. Ladri strani, loro. Non si accontentano di accarezzare le giacche e i borselli della gente comune come qualcunque ladruncolo, loro sono dei veri e propri artisti della truffa, abili dissumulatori e bugiardi in grado di sottrarre denaro alle vittime facendo anche in modo che esse sorridano, nel farlo. Locke Lamora è il migliore.
Lamora non è un grande spadaccino, se non ci fosse Jean a menar la spada sarebbe stato ucciso decine di volte, ma la sua mente e il suo ingegno solo affilati come rasoi. Padre Catena ha istruito i suoi nelle arti più disparate, dal giardinaggio, alla cucina passando per lo studio delle lingue e della storia. Solo così è possibile ingannare le proprie vittime, potendo diventare chiunque in qualunque momento e sempre in modo convincente.
E Lamora, crescendo, è diventato un'artista, nonchè erede naturale di Catena alla sua morte. Solo che Locke ha un vizietto che non si è mai tolto sin dall'infanzia. Sebbene tra Capa Barsavi, il signore di tutti i ladri di Camorr, e il Duca della città ci sia un accordo, la Pace Segreta, per cui i nobili e le guardie restano fuori dalle incursioni dei ladri, Locke adora fregare proprio i nobili ed è a loro che ruba quantità enormi di denaro inscenando truffe incredibili. Come quella che i bastardi Galantuomini stanno perpetrando a danno di Don e Donna Salvara. Ma le "tranquille" attività di Locke e soci, vengono a intrecciarsi con le vicende private di Capa Barsavi e il misterioso e letale Re Grigio. Lamora si troverà invischiato nel bel mezzo delle loro vendette incrociate e solo grazie alla sua grande astuzia e alla profonda sete di vendetta, non senza perdite dolorose, riuscirà a scamparla.

Ok, ma non avevamo detto che era un fantasy? Dove sta la magia? C'è, c'è, ma in modo diverso dal solito. L'alchimia la fa da padrone, laboratori più o meno semiclandestini ospitano prodotti alchemici in grado di fare qualsiasi cosa, dal colorare i capelli ad procurare nausea e avvelenamenti vari. Proprio grazie a tali arti, vengono create sostanze che possiamo considerare magiche come la letale Spettropietra, sostanza che annulla la mente e la volontà delle creature. E poi ci sono i Maghi dell'Alleanza di Karthain, maghi/psionici in grado di fare qualsiasi cosa con i loro talenti, dal controllo mentale e fisico a incantesimi di protezione da ogni arma. Sono maghi mercenari costosissimi, la cui crudeltà è seconda solo all'avidità.

Veniamo alle considerazioni più personali sull'opera.
Gli Inganni di Locke Lamora è un libro sorprendente. Ne avevo sempre rimandato l'acquisto perchè il protagonista non mi sembrava il massimo, un ladro! Non è mai stato tra le mie classi preferite neppure nel gioco di ruolo. Eppure Locke Lamora mi ha fatto cambiare idea.
E' sbruffone, arrogante, geniale e fedele ai suoi amici. E' coerente con se stesso e con quello che rappresenta la sua vocazione: il furto. Sa essere duro e accondiscendente e riesce sempre a farla franca grazie a trovate geniali che farebbero impallidire Lupin.
L'ambientazione nella città portuale di Carmorr è davvero ben congeniata. Quartieri sudici e opulenti convivono a ridosso del mare, su una costa punteggiata di chiatte di mercanti che commerciano tra le onde infestate di squali. E' una città dura e difficile, esattamente come ogni vecchia città portuale che si rispetti.
Bella la scelta di narrare le vicende mantendendo un doppio livello della narrazione; c'è una trama principale e ci sono degli interludi che riportano il lettore indietro nel passato di Locke, utili per comprendere comportamenti e situazioni del presente. Veramente una bella scelta, per nulla destabilizzante nè dispersiva.
Il linguaggio, poi, che trova la sua massima espressione nei dialoghi, è la parte più bella del libro. Locke e i suoi sono dotati du un'ironia pungente e divertente mai stucchevole o ripetitiva; una parlata spassosa e a volte sguaiata perfettamente coerente con la città portuale e con l"impiego" dei Bastardi Galantuomini.

Insomma, negli Inganni di Locke Lamora, tutto "quadra" perfettamente: la storia con l'ambientazione, il linguaggio con l'ambientazione e con i mestieri, e persino la "magia" è una versione perfettamente adeguata al mondo in cui ci si muove.
E poi, come ama dire Val, il libro è a tratti molto epico, con la vendetta di Locke Lamora per taluni morti a lui care, in grado di scatenare la più geniale, feroce e sanguinosa rivalsa.
Solo una pecca: la prima parte del libro è troppo lenta. Capisco che fosse necessaria per introdurre la società e il mondo del furto a Camorr, ma è una zavorra che rallenta troppo il decollo della storia. Il resto è perfetto. Cioè, sarebbe perfetto se non fosse che Gli Inganni è il primo di sette volumi!! Un altro logorroico come Martin che, tra le altre cose, stima moltissimo l'opera prima di Lynch. Sarà un caso???

Vi lascio con una perla:
Padre Catena sedeva sul tetto della Casa di Perelandro, lo sguardo chino sul quattordicenne straordinariamnete arrogante che l'orfanello da lui acquistato tanti anni prima dal Forgialadri era diventato: "Un giorno, Locke Lamora, combinerai un casino così superbo, così ambizioso, così travolgente che il cielo si illuminerà, le lune gireranno e gli dei stessi cacheranno comete con gioia. Spero solo di essere ancora in circolazione per vederlo" "Oh per piacere, non succederà mai", dichiarò Locke Lamora.
Il solito bugiardo impenitente!

15 commenti:

LucaCP ha detto...

AHHH!!! Adesso ho voglia di leggerlo, però è il primo di sette libri! Ho già Anne Rice che mi ricatta subdolamente con le sue pacchiane copertine made in TEA, ora ci manca solo Locke Lamora!XD

Ok, i miei prossimi acquisti saranno Anne Rice e Locke Lamora ç___ç

PS: Mi piace che ci sia di mezzo l'alchimia. O meglio, mi piace che non ci sia la semplice magia. Se poi mi dici che i dialoghi sono la cosa migliore (e io sono fissato con i dialoghi) come faccio a rifiutare?XD

Mirtillangela ha detto...

@lucaCP: si, vabbè, ma i libri della Rice finiranno prima o poi, no? Ecco, a quel punto prendi Locke Lamora perchè merita.
Sempre che non ti voglia prendere una pausa dai succhiasangue per buttardi tra le grinfie della Spina di Camorr, non credo che Lestat si offenderebbe...

ps: i dialoghi sono molto coloriti, ironici e pungenti. E tutti i personaggi, pur nella diversità, sono accomunati da una vena di cinismo fenomenale.

coubert ha detto...

Si sa nulla sull'eventuale uscita del secondo volume?

Bramo di conoscere un certo nome, e vedere che tipo sia una certa ragazza... ;)

Mirtillangela ha detto...

@coubert: il secondo libro è stato pubblicato in inglese col titolo di:
"Red seas under red skies".

Io avrei dato tutto pur di essere l'orecchio di Jean e udire quel benedetto nome!! Chissà chi diamine è Locke Lamora davvero, mi sa che diventerà un tormentono alla "chi è Jon Snow" della saga di Martin!
E la ladra che gli ha _rubato_ il cuore deve essere una tipa niente male...

Stefano Romagna ha detto...

E' davvero così sorprendente questo libro? E pure Martin lo ha elogiato?
Mi hai fatto venire voglia di comprarlo...

Mirtillangela ha detto...

@Stefano: si si, recensito ed elogiato da Martin; la tipologia di intreccio narrativo di Lynch ha parecchie cose in comune con zio George, secondo me.

Fed ha detto...

Va bene, va beeeeeeeeene. Già mi avevi convita quando ne abbiamo parlato in privato, ma ora insisti... ok, lo leggerò, anche se è il primo di 7 lo leggerò... (ma me la pagherai, ah, se me la pagherai!!!)

pisolo ha detto...

Neanche a me piace molto il ladro come classe e credo che stavolta salterò questo acquisto, anche perchè non c'è neanche il secondo in italiano vero?

Mirtillangela ha detto...

@fed: me felice! Ti sei pentita di aver letto Barty? No, e allora fidati ^_-

@pisolo: no, in italiano il secondo libro non c'è però è un peccato perdere questo perchè è davvero spassoso. ^^

Valberici ha detto...

Ottima rece...come sempre. :)

Però a me piacciono un casino le saghe infinite...quindi speriamo che ne scriva almeno altri 20 di libri sui Bastardi Galantuomini :P

Mirtillangela ha detto...

@valbe: troppo gentile, grazie ^^'

Ma guarda che le saghe lunghe non sono un problema neppure per me anche se Martin... il vizietto dell'ammazzamento facile e della moltiplicazione esponenziale di personaggi, certe volte qualche dubbio me lo fanno venire!

Ciò detto, io leggerei anche enciclopedie intere se ci fosse smepre Locke di mezzo! ^_-

sauron era un bravo artigiano ha detto...

E' da un po' che ho deciso di ridurregli acquistiper smaltire tutti gli arretrati. Ma mi sa che stavolta mi hai convinto a fare uno strappo alla regola. La tua recensione mi ha davvero invogliato.

Mirtillangela ha detto...

@sauron: Questa notizia mi rende molto orgogliosa.
Il libro merita davvero, ma mettiti tranquillo. Pur essendo autoconclusivo (tranne che per un paio di dettagli che restano, ovviamente, aperti), gli Inganni è il primo libro di una saga di sette tomi :)

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Comperato. Lettura in corso.

Mirtillangela ha detto...

@sauron: attendo con ansia un tuo commento.... ^^'