martedì 3 giugno 2008

Lilim del Tramonto- Recensione


Quando ho sfogliato l'ultima pagina di Lilim del Tramonto di Bruno Tognolini, ho realizzato subito che non avevo letto un libro fantasy per ragazzi, bensì un testo di narrativa per ragazzi narrato attraverso la storia più magica e misteriosa che ci sia: la nascita del Messia avvenuta in una grotta ben 2008 anni fa.
Non ci sono draghi o elfi, non ci sono gesti eroici nè scuole di magia, non ci sono effetti mirabolanti e incantesimi che lasciano a bocca aperta. Il fantastico, in Lilim, si respira, si avverte in modo sottile ma è sempre presente.

Di cosa parla il libro? Ve lo dice direttamente l'autore sulla sua pagina web:

Lele, un bambino di undici anni esperto di videogames evoluti, crea un "adventure" meraviglioso. Protagonista è Lilim Pitheké, la scimma, una piccola vagabonda dotata di strani poteri. A lei si affianca Zahel Onagro, sicario in viaggio per un'indagine segreta: cerca una giovane donna, che sta per dare alla luce un bimbo annunciato da antiche profezie. Il luogo è la Palestina dei Vangeli, il tempo quello della nascita del Messia. Ma mentre crea la sua virtureale, Lele conosce per caso Padre Giuseppe, un frate costruttore di presepi meccanici, e scopre che il vecchio bizzarro "gioca" a sua volta, con statuine che paiono la riproduzione esatta dei suoi personaggi digitali. Basta poco a entrambi per capire che, in due modi così diversi, stanno narrando la stessa storia, e che faranno bene ad allearsi per raccontarla insieme. I suoi sviluppi, infatti, sono tutt'altro che scontati: nel gioco, i protagonisti rischiano continuamente la vita nel formicaio impazzito dell'anno zero, tra legioni romane, guardie galate di Erode, eremiti miracolosi, ribelli integralisti, Re Maghi in viaggio e streghe devote all'antica Dea; nella realtà, i giocatori sono ostacolati dai rigidi confratelli di Padre Giuseppe e da inesplicabili "crash" informatici. Forse il viaggio di Zahel non è così innocuo, e la presenza al suo fianco di Lilim non è così casuale...

Tognolini è uno che di ragazzi, di bambini, se ne intende molto (è autore dell'Albero Azzurro e della Melevisione). Sa che a quell'età il rapporto con i genitori, spesso separati, può essere conflittuale; sa che gli anziani rivestono un ruolo importante negli anni della crescita e sa anche che l'evasione dalla realtà data dai videogiochi, non può sostituire il rapporto vero con la famiglia.

Tognolini sa, inoltre, che impartire lezioni morali ai bambini è quanto di maggiormente inefficace esista a livello didattico ed educativo: non c'è niente di peggiore che ammonire i ragazzini dall'alto della propria esperienza da adulti. L'autore sa che l'unico modo per arrivare efficacemente ai ragazzi è parlare la loro lingua, è sussurrare consigli, mostrare con i fatti quello che a parole verrebbe scambiato per _lezione_. E con Lilim ci riesce alla grande.

L'autore in Lilim non ammonisce mai, non giudica e non si sostituisce alla capacità di giudizio dei piccoli lettori; egli, semplicemente gioca con loro, e giocando narra la storia più magica di tutte, mostra l'importanza della famiglia e degli anziani, parla loro della fiducia e dell'amicizia e svela, tra le righe, il segreto per vivere felici: avere speranza nel futuro e non spaventarsi mai davanti a imprese che farebbero tremare le ginocchia agli eroi più blasonati. I bambini rappresentano la speranza, posseggono in loro una tenacia senza eguali in quei corpicini piccoli e veloci. Da soli non spaventerebbero una mosca ma, tutti insieme, possono far cambiare le sorti della storia.

Ecco, Lilim non è un fantasy in senso stretto. L'elemento magico è accennato e non è attorno ad esso che si gioca la partita vera; i poteri di Lilim sono pochi e funzionali alla vicenda centrale che già di per sè è magica. La nascita di Gesù, la stella cometa, il viaggio dei Magi, il tempo che si ferma nell'attimo della nascita santa (narrato nei cosidetti vangeli apocrifi) rappresentano di per sè un'ambientazione fantastica e Tognolini li usa a corollario della vera storia, quella che si svolge in un futuro imprecisato, molto vicino e molto lontano dal nostro.

Ribadisco la mia impressione su Lilim del Tramonto, è un libro di narrativa per ragazzi, uno di quei libri che sarebbe buona cosa far leggere a scuola al pari dei tradizionali, e molto defunti, autori per ragazzi.

13 commenti:

LucaCP ha detto...

Sembrerebbe interessante come lettura, un qualcosa di diverso dal solito fantasy. L'unica cosa che non mi convince è la scelta del tema di fondo, la nascita del Messia, ma ovviamente è una cosa soggettiva. Sono combattuto tra la curiosità e l'indifferenza, mai successo O_O

Valberici ha detto...

Concordo....ma aspetto con impazienza la recensione di tusaicosa :Pdwulma

Franca ha detto...

Mi hai incuriosito! Penso che lo leggerò presto! Ciao ciao!

Mirtillangela ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mirtillangela ha detto...

@lucacp: eh, è un libro molto strano, a parole è difficile descriverne tutti gli aspetti. Ho puntato su quelli di maggiore evidenza ma leggerlo ti darebbe una visione complessiva di sicuro.
Però non sono certo che possa piacerti. E' un libro di narrativa, non di fantasy o di avventura in senso stretto. Però è coerente e scritto molto bene.

@val: mamma mia, ma è precipitato tutto!!! La cosa dell'epicità mi aveva fatto capire che ci sarebbe scappato il morto,ma cavolo così no!! Mi trovo al punto in cui Locke, dopo tutto quello che è successo, medita vendetta ed è alla ricerca di vestiti per continuare la sua truffa.

@franca: ma ciao carissima! Si, questo libro potrebbe piacerti parecchio, sai? ^^

alladr ha detto...

hmmm, sì, hai incuriosito anche me...

Valberici ha detto...

Visto che roba? All' inizio mi ero detto: la solita storia di innamoramento giovanile...finirà che si sposa davvero la figlia del capo eppoi....invece qui è peggio di Martin, che del resto ha dichiarato di apprezzare moltissimo Lynch :)

violaDK ha detto...

l'avevo già aggiunto nella lista dei desideri un po' di tempo fa, ma ora mi hai incuriosita ancora di più ;)

JackVenom ha detto...

Complimenti, ottima recensione, hai scritto esattamente le cose che penso io! capito ora cosa intendevo con la dolcezza di questo romanzo? :)

JackVenom

Mirtillangela ha detto...

@Alladr: bhè non lo so se potrebbe piacerti, è un libro molto diverso dagli altri oppure sono io che non leggevo un libro del genere da tanto tempo, e mi ci trovo un pò spiazzata.

@val: sai già come la penso, prossimamente vedrò di fare una rece adeguata.

@viola: Me felice! Leggilo, spiegare la diversità e la particolarità di Lilim a parole non è facile, bisogna provarlo. ^^

@jack: ma certo che ti capisco! E' un romanzo delicato, che racconta e spiega in punta di piedi. Davvero particolare, non finirò mai di ripeterlo.
Ma chi cerca il fantasy più tradizionale, è meglio che stia lontano da Lilim.

JackVenom ha detto...

@Mirtillangela: Si penso anche io. In effetti non è da considerarsi fantasy, come tu stessa dici...

Kiachan ha detto...

L'ho sto leggendo proprio in questi giorni!^^
Per quanto sia ancora a metà concordo con la tua recensione. Non è proprio un fantasy, l'elemento magico è solo accennato...però è scritto bene. Su questo non c'è dubbio ;)

Sandro Mereu ha detto...

Recensione Lilim del tramonto
Quando,prima di leggere questo libro, ho cominciato a sfogliarlo dico sinceramente che l’ho sopravvalutato, io credevo che fosse un fantasy classico come molti altri che ho letto, ma mi sbagliavo. Questo libro ha come protagonista un ragazzino di nome Daniele palmas chiamato Lele, e un co-protagonista chiamato Padre Giuseppe.
Daniele ‘ un bimbo di 11 anni esperto di videogame(il tempo del libro si basa su un “futuro non molto lontano”
Daniele crea un videogioco basato in Palestina nel periodo della nascita di cristo, qusto gioco ha come protagonista Lilim Pithekè, chiamata anche la scimmia. Una piccola vagabonda che in alcune occasioni mostra strani poteri, affiancata dal compagno di viaggio Zahel Onagro. Cerca una giovane donna gravida annunciata da antiche profezie.
Mentre Lele crea il game conosce per caso in una chiesa padre Giuseppe, un fabbricante di presepi meccanici, e scopre che il vecchio “gioca” a sua volta con le statuine del presepio che paiono\sono la riproduzione esatta di quelle di Daniele.
I due capiscono che stanno giocando allo stesso gioco e “giocano” insieme.
I due rischiano la vita in questa avventura tra legioni romane, re ribelli.
Sarà perché io non sono un amante di questo genere,ma,questo libro in particolare
Lo consiglio vivamente alle mamme che vogliono far addormentare i propri figli la sera.
In questo libro è totalmente assente la souspance, e ciò lo rende parecchio noioso, inoltre la storia è parecchio bizzarra.
A mio parere questo libro non può essere considerato un Fantasy, ma credo che debba essere considerato più un libro si narrativa.
Come ho detto prima, non sono un amante di questo genere di letture.
I pochi consigli che avrei da dare a Tognolini sono per il cambiamento totale della parte iniziale dove i due iniziano il gioco, ma soprattutto della modalità di gioco,non tanto del ragazzo, ma del prete, una cosa che lascia molto a desiderare, anche se il libro fa notare che aveva dei disturbi psichici di ritardo mentale, è assurdo il modo in cui lui gioca assieme al ragazzo.
Penso che l’unico aspetto positivo di questo libro siano le perfette descrizioni dei luoghi e degli oggetti ai minimi dettagli, da vero scrittore trasmette l’immagine mentale del luogo grazie alla sua abilità nella descrizione.

Non consiglio a nessuno la lettura si questo romanzo.

Sandro Mereu