martedì 29 gennaio 2008

Italiche "fantasy" glorie

In un vivacissimo post di commento a Un Nuovo Regno della Troisi sul bel blog di Arianna si è innescata una discussione sul nuovo fenomeno che sta investendo l'editoria italiana in questi anni: il proliferere di giovani autori fantasy.
Come spesso accade quando un fenomeno passa dalla nicchia alla ribalta, la questione su cui si è posta l'accento è sul tipo di qualità che quest'afflusso di esordienti garantisce sul panorama fantasy attuale. In altre parole: la grande quantità di nuovi autori di genere rispecchia un eguale livello di qualità della loro narrativa?

Qualcuno sostiene che, in questa sorta di bulimia fantasy, si finisca per dare spazio un pò a tutti innescando un abbassamento della qualità dei libri che spesso sono ripetitivi e non originali nei temi; altri, come me, la pensano in modo un pò diverso.

Capita sempre che i fenomeni "di massa" generino dubbi di questo tipo, è capitato di continuo in passato e non smetterà di succedere in futuro; nell'abbondanza, chissà perchè sempre intesa come sinonimo di acriticità,
si nasconderebbe il pericolo della mancanza di qualità. Io penso, al contrario, che nell'abbondanza si possa distinguere, e quindi scegliere, il prodotto davvero buono e valido con maggiore facilità che non nella scarsità.

Fino a qualche anno fa, diciamo con l'inizio di Harry Potter e il Signore degli Anelli film, in Italia c'erano pochissimi nomi fantasy, io ne leggevo solo una Mariangela Cerrino. Poi, col trionfo del genere fantastico al cinema come negli scaffali delle librerie di mezzo mondo (e su questo si aprirebbe un'altra bella discussione), gli autori sono sbucati come funghi e, finalmente, mi è stato possibile: leggere, confrontare e quindi giudicare in modo critico.

Senza confronto, in un panorama "monopolistico", la cosa mi sarebbe stata impossibile.

Intendiamoci, non è che mi strugessi di dolore senza autori italiani in giro, gli stranieri abbondavano e abbondano a tutt'oggi, ma era giusto che anche gli scrittori nostrani avessero una possibilità. Diciamocelo, la cultura italiana è troppo elitaria e snob per aprire al fantasy in modo spontaneo, ci sono voluti i miliardi della Rowling e di Peter Jackson per smuovere le cose, ma alla fine qualcosa è cambiato (persino l'Einaudi se n'è
accorta...con qualche annetto di ritardo ma ce l'ha fatta!!) e ora abbiamo Licia, Francesco, Marco, Michele e moltissimi altri che, perdonatemi, al momento non ricordo.

Ora, si può gradire o meno quello che scrivono, ma almeno ci sono!!!! (con buona pace del mio bancomat...)

Voi che ne pensate?

17 commenti:

Stefano Romagna ha detto...

Il fatto è che qui in Italia siamo solo bravi a lamentarci. Ci si lamenta perchè il Fantasy è un mercato di nicchia, che non vende come all'estero, che non ci sono esponenti di qualità.
Poi però quando qualcuno corre il rischio, perchè di rischio si tratta, di pubblicare qualcuno, tutti a dargli addosso!
E senza avere la benchè minima idea di come il romanzo possa essere, perchè si stanno comunque facendo supposizioni (e nell'inciso, valutando un libro dalla quarta di copertina)! L'ha scritto una 17enne? Fa schifo a priori! Peccato che le stesse persone che osteggiano queste lamentele poi leggono Paolini. Allora cos'è, un fatto di nazionalità? Io credo che sarebbe il caso di allargare un pò gli orizzonti e piantarla con questo boicottaggio in cui non ci guadagna nessuno. Del resto un libro non è come la tv, che sei costretto a subire passivamente.
Un libro se non ti piace non lo compri, o al limite prima di tirare fuori i dindini, leggi qualche rece. Hai detto bene, è snobbismo bello e buono il nostro. Io, per quel che mi riguarda, concedo sempre il beneficio del dubbio a chiunque. A volte mi va bene (come con Giannone), a volte discretamente (con la Troisi), altre volte va molto male (Marco Davide), ma non per questo mi scaglio contro le case editrici!

Hidan85 ha detto...

Possiamo solo goderne di questa globalizzazione del fantasy. Più autori arriveranno e più noi fanta-lettori saremo felici.
Quando e se le tematiche saranno sovrasfruttate e copiate qualcuno provvederà a scrivere qualcosa di nuovo e fresco, mescolando e fondendo più generi (In fondo non succede così anche nella musica?)
Io aspetto e leggo, e se vien fuori che un autore è Italiano (e il libro è fico) tanto meglio. Io ne sarei orgoglioso.

Hidan

Francesca ha detto...

sono d'accordissimo con te... sinceramente la prima scrittrice fantasy che ho letto è stata proprio la Troisi... lettura che personalmente ho trovato davvero piacevole!

Forse è vero che con l'aumento della quantità si rischia di trovare delle opere di qualità inferiore, pubblicate per "seguire l'onda"... ma, con tutta sincerità, preferisco poter essere io a scegliere cosa mi piace e cosa no.

Oggi, veramente, non so scrivere... ^^" non riesco ad esprimermi più di così.

Francesca ha detto...

ehm, correzione: "la prima scrittrice fantasy italiana che ho letto"

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Belle considerazioni.

Una volta gli autori italiani di genere erano praticamente inesistenti, anche per decisione degli editori che davano per scontato che il cognome straniero tirasse di più. La maggior parte del materiale italiano usciva a livello amatoriale, su fanzine o siimli. Ogni tanto un romanzo che spiccava come un evento eccezionale.
La bulimia, come la definisci, può senz'altro portare a pubblicare ogni genere di cosa senza tante distinzioni (nel caso starà al lettore attento saper operare una cernita). In un mercato come quello degli autori italiani, però, credo posa avere solo l'effetto positivo di creare professionalità, perchè non si passa da molti a moltissiim ma da niente a qualcuno.
I primi scritti fantasy italiani che ricordo mi davano un'impressione di dilettantesco. Adesso mi pare che il livello medio sia più o meno lo stesso livello medio di ciò che ci arriva dall'estero.
Un mercato disposto a prendere sul serio gli scrittori è necessario perchè gli scrittori prendano seriamente il mercato e si sforzino per creare prodotti curati.
Poco alla volta credo si stai formando una tradizione italiana di fantasy/sf, con autori che man mano, libro dopo libro, imgliorano il loro stile e mettono a punto le loro ambientazioni. Mi pare ceh gli appassionati non possano che esserne felici.

Io non ho molto il tempo di stare dietro a tutti, ma questo è un altro discorso.

Mirtillangela ha detto...

@stefano: pienamente d'accordo. Si tende a non essere mai soddisfatti di quello che si ha rifugiandosi troppo spesso nell'esterofilia a prescindere.
Ma qualcosa sta cambiando, deve cambiare...

@Hidan85: bravo,anche io ne sarei orgogliosa. Si procede per tentativi, per miglioramenti successivi ma alla fine se c'è del buono, emergerà per forza.

@Francesca: proprio quello che intendevo! E' nella quantità che posso scegliere cosa mi piace e cosa no, a prescindere dalla nazionalità di chi scrive... Ho letto tantissimo fantasy straniero e non è mica vero che è tuttta roba eccelsa...

Mirtillangela ha detto...

@Sauron: questo è proprio il passaggio che mi mancava: il fantasy italiano sta nascendo dal nulla, si sta creando un' identità poco a poco anche grazie agli sforzi degli autori e alle opportunità offerte dalle case editrici. Quando un genere cerca la sua strada è normale che ci siano tonfi più frequentemente che trionfi ma fa parte del processo di crescita, no?

Fed ha detto...

Beh, io penso che la nuova ribalta del fantasy ha due facce: da una parte gli editori si fanno coraggio e pubblicano praticamente tutto ciò che abbia di mezzo elfi o draghi e quindi anche tante schifezze, d'altra parte in mezzo alle schifezze tantissimi autori davvero bravi hanno finalmente la possibilità di essere pubblicati. Insomma, se prima un buon autore fantasy non riusciva a farsi pubblicare perché considerato 'di nicchia' e quindi rischioso per le tasche dell'editore, ora i suoi lavori possono finalmente vedere la luce della carta stampata.
È ovvio che poi nella massa delle pubblicazioni ci siano delle schifezze, però occhio che nessuno ci costringe a leggere tutto. Basta un po' di senso critico e di questo fenomeno ci becchiamo solo il lato positivo di poter leggere autori che prima ci erano preclusi

Sean MacMalcom ha detto...

Sottoscrivo tutte le considerazioni e faccio i complimenti per l'analisi iniziale.

Non ho molto da aggiungere a quanto già detto.
Mi ritrovo sicuramente concorde nel considerare il mercato editoriale italiano troppo chiuso attorno ai nomi piuttosto che alle opere (se scrive Vespa, Totti o uno della casa del Grande Fratello viene subito pubblicato, al contrario di altri).
E mi ritrovo concorde nel giudicare positiva questa piccola (perché rispetto agli altri Stati è comunque piccola) apertura attuale: se poi ci sarà veramente una sovrabbondanza in un clima di libero mercato, sarà il mercato stesso a selezionare ciò che è meritevole e ciò che non lo è. :)

Mirtillangela ha detto...

@Sean: Prima di tutto benvenuto e grazie per essere passato di qui!

Io penso che, sempre se le case editrici continueranno a dare spazio ai nostri giovani autori fantasy, tra qualche anno avremo anche noi tanta libera scelta....

Sean MacMalcom ha detto...

Il punto principale direi che è proprio il "se"... ^_^"""
Qui in Italia ho sempre avuto modo di notare poca propensione al nuovo, al contrario di altre realtà editoriali che vedono nelle novità una possibilità più che un rischio. Se questo cambierà, allora sicuramente avremo un panorama finalmente variegato ed interessante. "Se", appunto!

Mirtillangela ha detto...

@Sean: Bhè, penso che a quel punto molto dipenderà anche da noi lettori se continueremo ad acquistare i libri italici. Certo, e qui si torna al discorso di partenza, anche gli autori dovranno andare oltre il semplice periodo favorevole attuale (che prima o poi rallenterà per forza)
proponendo sempre più belle storie.

Insomma, dovranno "costruirsi" piano piano la loro professionalità per farci così scucire allegramente tanti bei dindini...

Ghejoxx ha detto...

Dunque dunque... ke te posso di in merito? che si è veroi che lo skoppio del boom fa si ke possa succedere ke na cifra di porkte entri nel merkato, ma è pur vero che permette a tnt autori sesordienti di potersi far conoscere, e sprona le case a publicarli, cosa che in caso diverso non accadrebbe, x' alemno ke nn s etratrti di un giovane genio nesusno investirebbe dei soldi molto probabilmente a ofndo perduto, posso cità x esempio paolini, lui all'inizio ha dovuto rikorrere all'auto publikazione, sìe sl x' un editore x caso ha komprato il libro e ha deciso de publikallo ha avuto il suo successo, x' se alal fine se va a vede ki skrive libri so sempre i solit, giornalisti, plurilauereati, gente che sta in quel mondo. sto boom ha cmq portato il suo lato positivo di far si che tnt scoprissero la fantasy, sia da parte de ki skrive sia de ki legge, potemo ivtà il non ben riuscito caso di "anharra" o il meglio riuscito "il destino degli eldowin" , ma oltre ai libri sono emerse nuove case ke hanno deidkato al fantasy il rispetto che merita, tipo la asengard, ke publica solo fantasy e horror. qnd effettivamente qualkosa di buono c'è stato. Nessuno nasce imparato e se qualcuno ti taglia le gambe ankor prima di inizia a kammina, nn imparerai mai. Il lessiko lo stile e la scrittura si migliorano col tempo. Perke alla fine alla base di ogni libro ci deve esse la storia, se non c'è qll se po esse pure Dante Alighieri, ma er libbro resta 'ndo sta sulli skaffali!!!!

.orse sarò anke di parte in quetso pensiero, visto ke anke io effettivamente ho sfruittao qst corrente x i miei motivi, xò penso ke alla fine l'abbattimento certe bariere ha permesso lo skoprimento di nuovi talenti e sopratutto di un ritorno del fantasy dal semi dimenticatoio.

Mirtillangela ha detto...

@Ghejoxx: Sono completamente d'accordo con te. Quando viene data un'opportunità va colta anche perchè da qualche parte di deve anche incominciare, no?
I titoli che hai nominato li ho visti sugli scaffali ma non li ho ancora presi, hai qualche consiglio o sconsiglio a riguardo?

Uè, sai mica un altro autore in erba e noi qui non lo sappiamo???? Confessa!! ^^

Ghejoxx ha detto...

Infatti, sl ke generalemnte le possibilità so a posti ridottissimi e co parekki kalci nel k**o :-S . Guarda Anharra è karino.. ma un "karino" parekkio tirato.. ho letto il pirmo e sto a metà dle secondo.. ma se uno (almeno riuguardo al primo libro) s'aspetta de torvasse davbati il solito fantasy beh casca davvero male.. nn m'ha preso + di tnt e se proprio è aspetterei la versione ekonomika pe comprallo. Ki l'ha scritto è sempre italiano (o cs sembra visto ke sul limbro nn viene citato nessun traduttore) e da qll ke viene detto dell'autore è uno skrittore internazionale di thriller, x ora so usciti 2 volumi, ma onestamente nn so se la saga ha avuto poko successo e se fermata al sekondo libro o col 2 finisce.. cmq apena finisko te diko.. x ora nn kompralla.. il destino degli eldowin mi sta piacendo parecchio, ben skritto e la storia sembra belle.. vedrò poi ks se svolge.

qll e te posso konsiglia è "Il Sigillo del vento" bello grosso ma bello, poi ne so usciti n'altri 2 o 3 ma i titoli nn me lirikordo, cmq s evai da feltrinelli a p.zza argentina li trovi, 2 stanno in bela mostra e uno devi cercallo nell'espositore al centro, da qll ke ho letto in 2 d copertina sembrano belli.

eh eh eh.. kissa?.. se è troverai un mio libro (ammesso ke verrà publikato) sugli skaffali prima o poi ;-P

Mirtillangela ha detto...

@Ghejoxx: consigli molto utili,grazie! Il destino degli eldowin ne sento parlare sia in bene che in male, adesso tocca davvero che ci metta il naso di persona...

Ah si, Ceretoli, era uno degli altri italiani che mi sono scordata di mettere nel mio elenco ma c'è una cosa che mi frena: gli elfi. Ho sviluppato una sorta di allergia a tutti gli elfi che non siano drow....

Eh scusa, ma sugli scaffali come autore ti cercherò sotto la G di Ghejoxx????? :P

Ghejoxx ha detto...

ah ah ah ah ... sento parekkie persone ke hanno sta simpatia pe i drow e n'antipatia assoluta pe gli elfi in generale.. (me inkluso.. sopratutto se ranger), ma penso ke sia + ke normale, visto ke alal fine nn hanno assolutamente nulla de kissa kè gli elfi.. i drow so gli unici ke presentano qlk tratto raziale decente ke possa fa de n'elfo un elfo.
Da aggiungere (ke è na kosa ke ho skoperto di recente) il loro vero nome manko è qll e i drow almeno km karatteristike fisike nn se li è inventati Salvatores. Lui gli ha semplicemente kambiato il nome.. forse ignorando il fatto ke gia esistessero. O forse er nome era + akkattivante visto ke qll originale è qs inpronunciabile :-S .
X ql ke posso ditte da parere personale è ke pe sape km'è devi leggelo x' i cosigli della gente servono e nn servono, un libro te po piace ma nn è detto ke piaccia a tutti, qnd qlkn te po di "nn lo pia ke fa skifo" qnd magari pe te nn diko ke po esse un kapolavoro xò te piace cmq. qnd prendi un cosniglio e dividilo pe 2.. (pe anharra xò nn divide.. essi certa di qll ke fai dei pro e sopratutto dei kontro.. come t'ho gia detto te troveresti davanti un fantasy almeno x il primo libro alquanto diverso dal classiko fantasy)

se mai sara si.. me dovrai cerca sotto il Nome Ghejoxx.. o Xeeho.. staremo a vede :-D