mercoledì 16 gennaio 2008

Nascita di una Mirtilla


Nel piccolo villaggio di contadini addormentato ai piedi del Monte Majella era un giorno come un altro. L'impietosa pioggia di gennaio non voleva smettere di cadere sui tetti di paglia e continuava imperterrita a picchiettare sulle stradine sterrate ormai percorse da decine di rivoli di acqua scura. Era un sottofondo a cui gli abitanti del villaggio erano abituati tanto da non farci più molto caso e la vita scorreva come al solito: il fornaio si era svegliato dall'alba per sfornare le sue pagnotte, il calzolaio dava forma alle tomaie e la sarta creava indumenti per la prossima festa di paese.
Solo la bottega del fabbro rimaneva ostinatamente chiusa lasciando il villaggio orfano dei ritmici colpi del martello sull'incudine. "E' per Angela, sua moglie, il bambino vuole nascere prima del tempo" si mormorava tra le umide stradine del paese. Sguardi curiosi ed apprensivi erano rivolti alla bottega sbarrata.

Il fabbro aveva dormito poco e niente quella notte. La giovane moglie al suo fianco si agitava nel letto in cui era bloccata ormai da mesi. Il bimbo, o la bimba, che portava in grembo aveva più volte corso il rischio di non vedere mai la luce del sole in quei mesi di lunga attesa. Angela, accudita dalla madre che viveva con loro, non si era mai lamentata di nulla, mai un gemito di troppo, mai un rimpianto. La gioia di diventare madre dopo molti tentativi cancellava ogni sofferenza.

Ma quella mattina le cose erano precipitate e il fabbro era stato costretto adaccompagnare la vecchia ostetrica dalla moglie in tutta fretta. Era presto, almeno un mese di troppo per partorire, ma il corpo stremato di Angela non poteva più trattenere il bambino. Ora l'ostetrica e la futura mamma erano chiuse nella camera matrimoniale e il fabbro non poteva fare altro che attendere. Era calmo e fiducioso all'apparenza ma ogni rumore proveniente dalla stanza lo faceva sussultare.

Fu una lunga attesa, fatta di acqua calda, volti tirati e parole dette a mezza bocca. Il travaglio durò fino a sera ma quando l'ostetrica aprì la porta e sorrise al neopapà il fabbro si precipitò da Angela e la trovò pallida, esausta, ma con il loro pargolo, minuscolo e fragile come porcellana, tra le braccia. Un sorriso dolce le piegava le labbra: "Una bimba" mormorò con un filo di voce. Al fabbro si fermò il cuore in gola e con un pizzico di goffaggine provò a toccare la creatura che però, al tocco ruvido della mano, iniziò a piagnucolare. Angela rise ed anche il fabbro con lei.
La notizia corse veloce nel piccolo villaggio ai piedi del Monte Majella e gli abitanti, incuranti del tempo infausto, festeggiarono la nuova arrivata fino a tarda notte.

"Che nome avete scelto?" chiedevano "Mirtilla, ovviamente!" rispondevano i due ridendo.

ps: mamma, tanto lo so che leggi, questo post è dedicato a te e papà!!!

9 commenti:

Fed ha detto...

Tanti auguri Mirtillina!!!!

Roberto Dev ha detto...

Bellissimo post, toccante e soprattutto incentrato nel bucolico quadro della Majella e dintorni che tanto adoro.

Auguri amore!!!! :D

Francesca ha detto...

ma che post bellissimo... :D

Tanti auguri!! :)

Mirtillangela ha detto...

@tutti: troppo buoni, mi fate arrossire....
Comunque grazie tante degli auguri!!!

Franca ha detto...

Bellissimo! Brava! Tanti cari auguri!!!

Mirtillangela ha detto...

Grazie mille Franca!!! ^__^

Stefano Romagna ha detto...

Menomale che non sapevi scrivere... :-)
Auguri e un grande abbraccio! ^_^

Mirtillangela ha detto...

@stefano:oh bhè, ad una che ama tanto leggere non può che piacere anche la scrittura ma, ahimè, è una passione non coltivata.

Cmq grazie mille per gli auguri!!! ^__^

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Hei, auguri.