lunedì 18 febbraio 2008

Mondo Senza Fine- Recensione


Mondo Senza Fine è un romanzone di oltre 1300 che si fa leggere bene, grazie allo stile scorrevole e avvincente tipico della scrittura di Follett, ma che lascia uno strano senso di incompiutezza addosso.
Il romanzo è la prosecuzione ideale de "I Pilastri della Terra" splendido affresco del medioevo contadino, tra povertà, superstizione, speranze e religione ma del magnetismo avvincente di questo, Mondo Senza fine ne possiede meno della metà.

La storia si svolge a Kingsbridge ed ha come protagonisti 4 personaggi accomunati da un segreto d'nfanzia: Caris, Merthin, Gwenda e Ralph assistono all'uccisione di due soldati reali per mano di Thomas Langley, un cavaliere custode di un segreto politicamente scomodo giunto nelle campagne di Kinsbridge durante una fuga disperata. Il cavaliere affida a Merthin parte del suo fardello e poi si fa monaco proprio a Kingsbridge salvandosi in questo modo la vita.
Gli anni passano e i nostri baldi ragazzini crescono e prendono strade diverse. Merthin diventa apprendista presso il costruttore Elfric e poi diventa un grande costruttore a sua volta, Ralph diventa scudiero e cresce come un violento stupratore che diventa anche conte, Gwenda si innamora e decide di conquistare l'uomo che brama con ogni mezzo e Caris...ecco...Caris non si capisce bene che strada voglia intraprendere. Vorrebbe diventare medico, ma le donne non diventano dottori nel 1300, non vuole sposarsi con Merthin anche se lo ama alla follia e non perde occasione per fare l'amore con lui per non asservirsi a un uomo, fino a quando la sorte decide finalmente per lei e la fa diventare...non lo dico sennò spoilero.
Insomma, tra alti e bassi, tra un attacco di peste e fughe varie dei monaci di Kingsbridge, si giunge all'epilogo lieto della vicenda. Ah, dimenticavo, Caris si sposa, non scappa mica...

Ora, capirete che la sintesi è un pò lacunosa ma per riassumere 1300 pagine mi ci voleva mezza giornata. Che sarebbe stata sprecata perchè il libro di Follett è talmente ripetitivo nella struttura e prevedibile nei rivolgimenti di fronte, che lette le "prime" 600 pagine si può anche fare a meno di leggere le altre perchè già si capisce come si dipanerà la matassa della storia: ostacolo per il nostro eroe (di norma davvero _sfiga_), ingegnata dell'eroe, morte accidentale dell'ostacolante, nuova _breve_ felicità per l'eroe, altra sfiga, etc... (le funzioni di Propp vi dicono nulla???)
Persino la perfidia di Ralph dopo un pò smette di provocare un qualche sentimento di rabbia nel lettore perchè tanto è chiaro come il sole che presto o tardi le sue angherie avranno fine e ci si limita a leggere l'ennesima ingiustizia da lui perpetrata con una leggera scrollata di spalle. E questo doveva essere il cattivo, pensate un pò...
Caris e Merthin c'è da prenderli a legnate per tutto il libro, specialmente lei che, pur essendo nell'intenzione dell'autore il personaggio migliore del gruppo, con la sua decennale indecisione finisce per trasformarla in una donnetta isterica che forse persino quella poveraccia di Gwenda è meglio. Almeno aveva un obiettivo nella vita, discutibile, ok, ma pur sempre chiaro e perseguito con tenacia a tratti incomprensibile.
Per fortuna arriva la peste a movimentare un pò le cose ma alla terza ondata si capisce già al volo chi sarebbe morto e chi no. Chiaro come il sole, come chiaramente inutile si rivela lo "svelamento" del segreto di Thomas dopo la sua morte. Il segreto lo sapevano infondo tutti i sudditi della corona, e il "pezzo di carta" serve solo a Merthin per levarsi dai piedi il rischio di Phillemon come priore. Essì, signori, uno di quei segreti in grado di far gridare allo stupore, non c'è che dire....
E Merthin? Che con la figlia adolescente fa la figura del padre iperapprensivo che teme le cattive compagnie e il fatto che Lolla frequenti una taverna? Ma non era il medioevo? Non ci si stava disperando per la peste e per l'inquisizione e per le streghe? Credo che Follett abbia fatto un balzo in avanti verso le preoccupazioni genitoriali degli anni 2000 e non del 1300....o meglio, questa sequenza, nel mondo da lui descritto sino ad allora, ci stona proprio.

La cosa davvero triste di Mondo senza Fine è che non ti lascia nulla, a fine lettura. Nè rabbia, nè gioia, nè dubbio, nè angoscia, nulla di nulla. Tutte le potenzialità emotive possibili vengono lentamente ed inesorabilmente annullate dal libro stesso che "anestetizza" il lettore esponendolo a tutte le emozioni possibili per poi farlo restare orfano di tutto, dell'odio, della stima e della simpatia verso un personaggio.

L'unica cosa che per cui Follett resta ineguagliabile è la capacità di narrare eventi che coinvolgono generazioni ed archi temporali molto lunghi. In questo è davvero bravo.
Insomma, personaggi piatti e poco approfonditi, vicenda scontata, andamento ripetitivo degli eventi. Peccato!!

4 commenti:

Stefano Romagna ha detto...

Che non lasci nulla a fine lettura è davvero La Pecca delle Pecche... Lo spauracchio che ogni scrittore dovrebbe temere! Non conosco Follett, ma mi hai incuriosito abbastanza da voler leggere I pilastri della terra. Vedremo!

Valberici ha detto...

Come già dissi era meglio se si limitava a scrivere i pilastri. :(
Per il resto concordo con la recensione, però io ho cominciato ad annoiarmi dopo sole 400 pagine. ;)

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Grazie della messa in guardia. I pilastri della terra era niente male e avrei sicurametne finito per leggere anche questo.

Adesso... beh, conoscendomi so ch efinirò per leggerlo tale e quale, ma almeno non mi farò troppe illusioni al riguardo.

Mirtillangela ha detto...

@Stefano: I piliastri vanno letti assolutamente yesss!!!!!!!!!

@Valbe:guarda, fino a Caris che diventa .... hai capito cosa, la storia può anche reggere ma poi c'è il sonno più profondo.

@Sauron: magari Mondo senza Fine a te piacerà un sacco, chissà.... ^_-